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Gli
amici mi avevano deluso... (Bianca)
- E quando ho visto le sue scarpe io ho capito tutto
di lei: è un uomo che ha sofferto, che ha solo un paio di scarpe alla volta,
che piano piano si consumano, diventano lise, perdono il colore. Quando io ho
guardato le sue scarpe ho pensato: ora glielo dico
subito
- Che cosa?
- Che sono io quello che cerca, che sono stato io
- Ma perché, erano suoi amici, che cosa le avevano fatto?
- Mi avevano deluso. Gli amici ti deludono, la gente normale no. A me piacciono
le coppie felici, io li aiuto, li indirizzo sulla strada giusta, gli dò consigli, però non li seguo più quando fanno quegli
errori cosí stupidi. Cominciano a dirti le bugie, poi si separano, poi
ritornano a stare insieme però è troppo tardi, perché ormai sono feriti e
cattivi e allora non li voglio più vedere. Una volta era più facile giudicare,
come con le scarpe: c'erano solo alcuni modelli, molto caratterizzati, erano quel tipo di scarpe e basta. Ora invece tutto è più
confuso, uno stile si è intrecciato a un altro, le
cose non sono più nette
- No, scusi, stavamo parlando dei suoi amici...
- Sí, gli amici non possono comportarsi cosí, perché io mica divento amico del
primo che incontro. Io decido di voler bene, scelgo; e quando scelgo è per
sempre.
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Al
telefono (Ecce Bombo)
No veramente non mi va, ho anche un mezzo appuntamento
al bar con gli altri. Senti, ma che tipo di festa è, non è che alle dieci state
tutti a ballare in girotondo, io sto buttato in un
angolo, no... ah no: se si balla non vengo. No, no... allora non vengo. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo.
Vengo e mi metto cosí, vicino a una finestra di
profilo in controluce, voi mi fate: "Michele vieni di là con noi
dai..." e io: "andate, andate, vi raggiungo
dopo...". Vengo! Ci vediamo là. No, non mi va, non vengo, no. Ciao,
arrivederci Nicola.
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Ma
che ricordi avranno? (La messa è finita)
A mia madre piacevano molto le feste; le feste come questa: oggi sarebbe venuta
qui. Valentina, ti ricordi quando ci comprava le
"Nugatine": metà cioccolatino metà caramella. Le
"Nugatine", oggi non le fanno più. A Ottobre
un giorno arrivava a casa e diceva: "indovinate cosa vi ho
portato...". Ma noi lo sapevamo già, erano i
primi mandarini della stagione. Ora, invece, ci sono le
ciliegie tutto l'anno, le fragole tutto l'anno, ma che ricordi avranno
un giorno questi bambini, eh?!
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Un
unico grande giornale (Aprile)
Un capitolo del mio documentario sull'Italia è dedicato al giornalismo.
Comincio subito a tagliare e ritagliare, incollare e cucire e mi accorgo che i
giornali sono uguali. E soprattutto usano e si
scambiano sempre gli stessi giornalisti. C'è quello che scrive di politica su
un quotidiano, di cinema su un settimanale di sinistra e di letteratura su un
mensile di destra... c'è quell'altro che scrive
contemporaneamente sul "Corriere della Sera", su un settimanale
femminile e su un mensile delle Ferrovie dello Stato. E
naturalmente vignette e satira politica ovunque. Perché
la satira non ha padroni, quindi sta bene sotto ogni padrone. Insomma, un unico
grande giornale.
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La minoranza (Aprile) Nanni in Vespa si
ferma ad un semaforo e incomincia a parlare con un tizio in una
cabriolet, che non sembra dargli molto ascolto
Sa
cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi
troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso
di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su
un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo
nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi
troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza...e quindi...
Nanni, in un mare di quotidiani e
settimanali, ritaglia articoli e li ripone in diverse cartelline, i cui titoli sono "Polemiche inutili", "Personaggi
orrendi" e altre amenità.
- Un capitolo del mio
documentario sull'Italia è dedicato al giornalismo. Comincio subito a tagliare
e ritagliare, incollare e cucire e mi accorgo che i giornali sono uguali. E soprattutto usano e si scambiano sempre gli stessi
giornalisti. C'è quello che scrive di politica su un quotidiano, di cinema su
un settimanale di sinistra e di letteratura su un mensile di destra... c'è quell'altro che scrive contemporaneamente sul "Corriere
della Sera", su un settimanale femminile e su un mensile delle Ferrovie
dello Stato. E naturalmente vignette e satira politica
ovunque. Perché la satira non ha padroni, quindi sta
bene sotto ogni padrone. Insomma, un unico grande
giornale.
Nanni incita suo figlio Pietro a "farsi i
muscoli"...
- Muscoli!!!... Così non
ti vengono quelle spallucce vittimiste dei tennisti italiani, che perdono
sempre per colpa dell'arbitro, del vento, della sfortuna, del net,... sempre
per colpa di qualcuno, mai per colpa loro.
Nanni risponde idealmente ai personaggi di un "film
italiano", che piangono stancamente sui loro errori di gioventù e sembrano
demotivati e falliti anche ai giorni nostri
- VOI gridavate cose
orrende e violentissime e VOI siete imbruttiti. IO gridavo cose giuste e ora sono uno splendido quarantenne.
La "summa"
della filosofia di Michele (e di NanniMoretti)
- Chi parla male, pensa
male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!
Sempre a tavola durante la stessa cena, Michele se
la prende con il padre di Matteo, "colpevole" di mancato rispetto ad
un dolce (oltre che ignorante in fatto di Sacher Torte...)
-Lei non faccia il tunnel!
-Cosa?
-Lei mi sta scavando sotto, mi toglie la panna, la castagna da sola
sopra non ha senso. Il Mont-Blanc non è come un cannolo alla siciliana che c'è
tutto dentro, è come uno zaino: lei se lo porta appresso per un mese e sta
sicuro. Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher
Torte...
-Cosa?
-La Sacher Torte...
-Cos'è?
-Cioé lei non ha mai assaggiato la Sacher Torte?!...
-No.
-Va be' continuiamo così, facciamoci del male!!!
Michele
confessa i suoi delitti al commissario, e gli espone il suo pensiero sulla
gente e sulle scarpe.
- E quando ho visto le
sue scarpe io ho capito tutto di lei: è un uomo che ha
sofferto, che ha solo un paio di scarpe alla volta, che piano piano si
consumano, diventano lise, perdono il colore. Quando io ho guardato le sue scarpe ho pensato: ora glielo dico subito
- Che cosa?
- Che sono io quello che cerca, che sono stato io
- Ma perché, erano suoi amici, che cosa le avevano fatto?
- Mi avevano deluso. Gli amici ti deludono, la gente normale no. A me piacciono
le coppie felici, io li aiuto, li indirizzo sulla strada giusta, gli dò consigli, però non li seguo più quando fanno quegli
errori cosí stupidi. Cominciano a dirti le bugie, poi si separano, poi
ritornano a stare insieme però è troppo tardi, perché ormai sono feriti e
cattivi e allora non li voglio più vedere. Una volta era più facile giudicare,
come con le scarpe: c'erano solo alcuni modelli, molto caratterizzati, erano quel tipo di scarpe e basta. Ora invece tutto è più
confuso, uno stile si è intrecciato a un altro, le
cose non sono più nette
- No, scusi, stavamo parlando dei suoi amici...
- Sí, gli amici non possono comportarsi cosí, perché io mica divento amico del
primo che incontro. Io decido di voler bene, scelgo; e quando scelgo è per
sempre.