Il colore nascosto delle cose  

Venerdì 1 e Sabato 2 Dicembre

Ore 21.15

Un film di Silvio Soldini.
Con Valeria Golino, Adriano Giannini,
Arianna Scommegna, Laura Adriani.
Drammatico, durata 115 min – Italia 2017

Emma (Valeria Golino) ha perso la vista a sedici anni, ma non si è lasciata inghiottire dall’oscurità. Il colore nascosto delle cose apre uno spiraglio nel suo mondo ovattato, cangiante, ritratto con profondità e immaginazione da una mente spigliata e irriducibile. Segue i suoi passi corti e incerti lungo le strade accidentate della città, guidata dal bastone bianco che non l’abbandona mai, come la consapevolezza che ogni giorno è una battaglia con qualche inaspettata sorpresa nel mezzo. L’incontro con lo sfuggente Teo (Adriano Giannini) è una delle sorprese che la vita le riserva nel finale, come risarcimento di un divorzio recente più che di un handicap assimilato. Teo è sicuro, avvenente, egoista, concentrato soltanto sulla carriera di “creativo” per un’agenzia pubblicitaria dalla quale non stacca mai, grazie a tablet e cellulari che lo tengono in perenne e compulsiva connessione con il mondo. Lui, che salta da un letto all’altro scivolando fuori alle prime luci dell’alba, avvicina l’osteopata per gioco e per scommessa, incuriosito da quella donna originale che coglie le sfumature delle cose senza riuscire a tracciarne i contorni. Una ventata di leggerezza li sorprende, ma quel galleggiare in allegria bruscamente finisce. Ognuno torna alla propria vita, anche se niente sarà più come prima.

PRESENTAZIONE DEL FILM:

Silvio Soldini è un regista prolifico di film unanimemente acclamati; in questa sua opera riprende in grande le fila del discorso iniziato qualche anno fa con il documentario Per altri occhi, con cui ha iniziato il suo viaggio nel mondo dei non vedenti seguendo alcuni di loro nella vita quotidiana.

La lavorazione del film si è basata moltissimo sulle esperienze di vita che gli sono state raccontate, ma soprattutto sulla intensità e rigore professionale dei due protagonisti. Sia la Golino che Giannini hanno confessato l’alto livello di difficoltà nel rendere con realismo e intensità i personaggi che erano stati loro affidati; Valeria Golino si conferma ancora una volta di una bravura eccezionale, cosa che le ha consentito per tutto il film di “non vedere, vedendo”. E proprio il realismo è stata la cifra stilistica di questo film: non c’è traccia di commiserazione, non c’è pietismo, ci sono solo due persone che intrecciano un rapporto sentimentale. Non a caso, Giannini ha avuto modo di dichiarare che “il vero cieco del film è Teo”, con il suo modo di fare irrispettoso e sfuggente ed Emma “portatrice di verità” non fa nient’altro che aprirgli gli occhi sulla vita reale. A detta del regista, tutto questo è possibile perché le persone con disabilità visiva hanno meno pregiudizi; vedere spesso implica anche fermarsi alle apparenze, prendere decisioni sul conto delle persone sulla base del puro giudizio visivo.

La colonna sonora è un aspetto centrale del film: oltre alla musica vera e propria, fondamentale è stato evidenziare il costante rumore di sottofondo che per le persone che ci vedono è appunto di sottofondo ma che per i non vedenti rappresenta un altro mezzo per interpretare ciò che ci circonda. Sempre attento ai dialoghi, Soldini è riuscito a renderli molto poco “cinematografici” ma più aderenti a quelli che potrebbero essere dei dialoghi reali, aiutando così lo spettatore ad immergersi nella vicenda narrata.

Battuta dal film: “Noi, anche volendo, non ci possiamo fermare all’apparenza: dobbiamo andare
oltre”

A cura di Ileana