Sinossi

Simone è un bravo chirurgo. Dovrebbe prestare soccorso ad una vittima di un incidente stradale, ma per un motivo particolare si nega.
L’uomo muore e il senso di colpa porterà Simone a compiere scelte difficili.

PRESENTAZIONE DEL FILM

Nella sinossi mancano le due parole chiave per accorgersi che questo non è un film come tanti altri: Simone è di origine ebraica, figlio di un sopravvissuto alla Shoah e l’uomo che omette di soccorrere ha tatuata sul petto una svastica. Nonostante questi elementi rappresentino un conflitto irrisolvibile, il messaggio di fondo del film è un messaggio di pace. Ancora purtroppo di attualità, il confronto con l’oscuro passato del Novecento arriva a tormentare anche chi si è ritrovato suo malgrado con un’eredità emotiva difficile da sopportare, con cui fare i conti tutti i giorni, impossibile da ignorare. Una delle interpretazioni più intense e convincenti di un Gassmann ormai pienamente maturo che, da sempre impegnato anche nelle piccole lotte quotidiane della società civile, sceglie un personaggio scomodo e difficile da interpretare, che investe anche la sua sfera privata: infatti, Gassmann ha recentemente deciso di recuperare la seconda “n” del suo cognome, che la nonna materna, ebrea, aveva eliminato ai tempi del fascismo, proprio per recuperare parte della storia della sua famiglia. La giovane Serraiocco è la protagonista femminile e si misura con una prova difficile in cui tuttavia non sfigura; insegnante di danza, diventata attrice per caso dopo che perse il lavoro per una caviglia rotta, a detta dei critici è l’incarnazione del trasformismo attoriale, convincente in ogni sua prova. Molto coraggio ha dunque dimostrato il regista Mauro Mancini, che, dopo una lunga carriera in pubblicità, esordisce nel lungometraggio, recuperando una storia realmente accaduta, in Germania, ed arrivando così a conquistare una candidatura come miglior regista esordiente, sia ai David di Donatello che ai Nastri d’argento 2021. Piccola curiosità questo è il primo film ad essere mai stato girato all’interno della sinagoga di Trieste.

A cura di Ileana

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Proiezioni

  • 21.15
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