Sinossi

In un carcere in via di dismissione sono rimasti soltanto qualche agente e pochissimi reclusi. Il piccolo gruppo di detenuti attende di essere trasferito in una nuova prigione, ma giorno dopo giorno l’attesa li porta a dare sempre meno importanza alle regole, che sembrano non avere più valore. I prigionieri si ritrovano a formare una nuova comunità, seppur molto fragile…

PRESENTAZIONE DEL FILM
L’aria ferma è quella immobile che si respira all’interno delle carceri; un’aria stantia, fatta di giorni
sempre uguali, di monotoni gesti e di disperate attese di un giorno di libertà. È in questo contesto
che si muove Leonardo Di Costanzo, regista di documentari ischitano, qui alla sua seconda prova nel
lungometraggio.
Dopo aver vinto il David di Donatello 2012 per il miglior regista esordiente per la sua opera prima,
L’Intervallo, si regala con questo film una coppia di protagonisti di gran classe. Servillo e Orlando, il
meglio della scuola napoletana contemporanea, giocano in ruoli opposti ma inaspettatamente
simili, dando vita a due figure di un’umanità sorprendente, tanto più in un contesto disumanizzante
per definizione. Contrapposti per vita e per mestiere, uniti però dall’essere due facce della stessa
medaglia, quel sistema di coercizione e punizione che li rende in definitiva solo carcerati e
carcerieri.
Il regista, forte della sua formazione da documentarista, cerca di raccontarci la realtà senza troppa
finzione, attingendo senza fatica a immagini e suggestioni verosimili, scandagliando l’anima dei suoi
personaggi alla ricerca di sprazzi di sentimenti da entrambi le parti ormai sepolti.
Presentato alla Mostra del cinema di Venezia nel 2021, acclamato dalla critica, è stata la sorpresa di
questa edizione, superando il conformismo delle solite scelte cinematografiche e portando un po’
di sana e dura realtà, nei palazzi festaioli della Mostra, anche se fuori dal concorso ufficiale.
Girato nell’ex carcere San Sebastiano di Sassari, Ariaferma, (il cui titolo era in origine Dall’interno)
attraverso il racconto del rapporto tra i due protagonisti fa nascere spontaneamente una riflessione
sullo stato detentivo e sulla sua funzione all’interno della società, fino a volerci ricordare che, da
una parte o dall’altra della barricata, siamo tutti in definitiva esseri umani.

A cura di Ileana

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Proiezioni

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