Sinossi

Nel 1935, il maestro Antoni Benaiges accetta l’incarico come insegnante in un isolato villaggio nella provincia spagnola. Qui il giovane maestro instaura un intenso legame con i suoi studenti, bambini tra i sei e i dodici anni, ai quali fa una promessa: portarli a vedere il mare per la prima volta nella loro vita. Ma i metodi d’insegnamento innovativi del maestro, volti a esprimere il massimo potenziale dei suoi alunni, non incontrano il consenso di alcuni genitori, della curia e dell’incombente regime franchista.

PRESENTAZIONE DEL FILM

Antoni Benaiges è stato un maestro di scuola elementare spagnolo, innamorato del suo lavoro, entusiasta della vita, che portò le sue idee dirompenti in un piccolo villaggio rurale della provincia di Burgos all’inizio della dittatura franchista.  Fu fucilato a soli 36 anni e gettato in una fossa comune (le cui dimensioni sono state riprodotte fedelmente nel film) e i suoi resti non sono mai stati ritrovati. Il film di Patricia Font rende omaggio a questa straordinaria figura la cui storia è venuta alla luce solo nel 2010, alla scoperta della fossa comune.

Portatore di ideali di libertà, il suo metodo di insegnamento si basava sui principi di un pedagogista francese, Célestin Freinet, che propugnava una didattica naturale, basata sul procedere per tentativi che, per loro natura, comprendono errori e ripartenze, facendo partecipare i bambini in modo attivo al processo di apprendimento, convincendosi che “sbagliare è un diritto”. Il metodo di Benaiges fu naturalmente osteggiato da una cultura ostinatamente conservatrice, poco incline a tutto ciò che esce dagli schemi, pervicacemente legata alle tradizioni e per nulla incline a considerare punti di vista diversi, soprattutto se portatori di un pensiero laico impensabile per l’epoca. I quaderni che gli studenti del piccolo villaggio stampavano sotto la guida del maestro diventavano veicolo di conoscenza per altre scuole, portando fuori dal paese le storie sconosciute di quei bambini sconosciuti, regalandoci minuti dettagli sulla vita dell’epoca.

La storia che viene raccontata nel film prende spunto dai ricordi di una donna, che scopre la vicenda dell’uomo che fu maestro di un suo avo, un uomo che per ragioni non dette non ha mai parlato di quel passato doloroso e ormai sepolto; un passato che però ha avuto ripercussioni anche nella vita di questa giovane donna, molte generazioni dopo. Scopriamo, attraverso i ricordi, una piccola comunità che fa della collaborazione e del lavoro di squadra principi inderogabili, necessari per costruire spirito critico e consapevolezza in opposizione a ogni pensiero dittatoriale e non democratico. E quella storia edificante ci parla ancora oggi, ci ammonisce a non dimenticare il passato affinché non vengano più compiuti errori imperdonabili nel presente, complice il disinteresse generale e l’individualismo diffuso, consci che solo conoscendo il passato si può costruire il futuro.

Per il suo alto valore didattico, la visione del film è proposta alle scuole secondarie di primo e secondo grado di tutta Italia, tramite matinées scolastiche nei cinema per tutto l’anno scolastico in corso.

                                                                                                                                                              A cura di Ileana

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