Sinossi

Stefano e Giulio, due amici d’infanzia, lavorano come ufficiali medici nello stesso ospedale militare, durante la Prima Guerra Mondiale. Divisi dall’amore per la stessa donna, i due hanno anche opposte visioni etiche.

PRESENTAZIONE DEL FILM

Gianni Amelio porta sullo schermo un film in un certo senso antico, che pone lo spettatore di fronte ad un dilemma morale, rappresentato dalle due personalità molto diverse dei due protagonisti principali.

Stefano e Giulio sono due medici, amici da sempre, ma con una precisa e diversissima visione della vita e di come applicare la loro professione medica, in un contesto spietato come la guerra.

E misurano le loro convinzioni su un “campo di battaglia” tra i più cruenti che la storia ricordi: siamo nel 1918, quasi alla fine della Grande Guerra, in cui morirono oltre 8 milioni di soldati e moltissimi di loro erano passati, prima di morire, anche in un ospedale da campo come quello che fa da scenario al film.

Proprio nell’ospedale, si intrecciano le vicende dei due protagonisti e di Anna, infermiera e ago della bilancia tra i due diversi approcci dei due medici: ciascuno fermo sulle proprie posizioni, ciascuno convinto della propria verità, atteggiamenti che ci riportano alla memoria la recente pandemia e le mille opinioni che l’hanno contraddistinta, complice anche l’avvicinarsi dell’epidemia di Spagnola.

Amelio ha voluto soffermarsi sugli effetti dell’applicazione rigida dei propri dogmi alle vite degli altri, quando chi ha il potere di decidere o, come in questo caso, di mistificare la realtà, ha il potere in un certo senso di decretare morte o vita dell’interessato. E ci fa riflettere sul concetto del fare il proprio dovere in ogni circostanza, sull’applicazione pedissequa di ciò che ci è stato insegnato e di come sia spesso più comodo agire ad occhi chiusi che interrogarsi sulla moralità delle nostre azioni.

Si contrappongono quindi la necessità dell’intransigenza nel seguire la legge o il prevalere dell’umanità agendo al di fuori dei confini legittimi di “ciò che si può fare”: tema attualissimo, non solo nei moderni scenari delle diffuse guerre ufficiali ma anche in altri contesti, ad esempio in mezzo al mare, quando è in un attimo che si devono prendere decisioni difficili.

Parallelamente Amelio si sofferma anche sul concetto di cura, un sentimento che soprattutto durante la guerra viene completamente dimenticato: un sentimento inteso non solo come il “curare” proprio del medico ma anche come il prendersi cura, sia di altri, sia di sé stessi, finanche della propria integrità di fronte alle ingiustizie percepite.

Il film è liberamente ispirato a “La sfida” un libro del 2018 del medico milanese Carlo Patriarca; diversamente dal libro, il film è ambientato in Friuli ed è stato girato a Rovereto.

A cura di Ileana

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