Sinossi

Julie (Laure Calamy), una giovane che cerca di crescere i propri figli in tranquillità in una casa in campagna, mentre si mantiene con un impiego in un lussuoso hotel di Parigi, senza far mancare nulla alla sua famiglia né a se stessa. La donna mira da diverso a un posizione lavorativa diversa e quando viene convocata per il colloquio, finalmente sembra essere arrivato il suo momento.

PRESENTAZIONE DEL FILM

Dimentichiamo Parigi e le sue mille luci splendenti. Il film di Gravel non ha nulla di patinato né di splendente o speranzoso. Ma è sicuramente reale; racconta la fatica di tutti i giorni, di tante persone che conosciamo e forse parla proprio di noi stessi. Funamboli ed equilibristi della quotidianità, in perenne corsa contro il tempo, in un affanno costante per cercare di costruirsi una vita dignitosa, per quanto al di sotto delle nostre aspettative e dei nostri sogni. Ma ragiona anche sull’epoca moderna che stiamo vivendo e sul come sembra essersi perso ogni interesse alla crescita collettiva a discapito di quella individuale e di come il concetto di comunità, salvo fortunate eccezioni, non sembra essere più un elemento essenziale della società civile.

Da gran parte della critica cinematografica, è stata contestata la scelta della Francia di presentare agli Oscar un film come Titane quando avrebbe potuto, tra gli altri, sparigliare la competizione anche con quest’opera semisconosciuta ma di sicuro impatto emotivo. Soprattutto negli ultimi anni il cinema francese ha conosciuto stagioni d’oro, in special modo nelle commedie, ma questo film ha una connotazione sociale poco esplorata nella cinematografia francese, ma non per questo meno rilevante. Potrebbe apparire come un film femminista, dedicato alle donne, in realtà è una rappresentazione della fatica e della dedizione, del coraggio anche, e della determinazione; tutte qualità che ci è stato insegnato rappresentare un bagaglio necessario nell’epoca in cui viviamo.

Presentato nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia 2021, si è portato a casa il premio alla migliore regia di Eric Gravel e quello alla miglior attrice Laure Calamy, doppietta molto rara in laguna.

                 A cura di Ileana

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