Sinossi

Anni Ottanta, una città d’arte italiana, una famiglia ricca. Nasce Rebecca con una macchia rossa che ne deturpa il viso e getta nello sconforto la famiglia. Vengono a galla veleni antichi, solo grazie al suo talento musicale potrà superarli.

PRESENTAZIONE DEL FILM

Marco Tullio Giordana porta sullo schermo un film difficile, tratto dal romanzo di Maria Pia Veladiano, finalista al Premio Strega nel 2011.

Come se non bastasse, la sceneggiatura è firmata anche da Marco Bellocchio.

Al centro di tutto, la figura di Rebecca o, meglio, il suo corpo. Rebecca nasce in una famiglia borghese di professionisti affermati, sua madre già la immaginava come un ulteriore elemento a corollario della sua vita perfetta. E invece.. invece Rebecca nasce “sbagliata”, nasce con una macchia sul viso, visibile, evidente, che rappresenta per sua madre un motivo di vergogna, quasi fosse un’accusa costante rivolta a sé stessa, una testimonianza di un fallimento. Eppure, Rebecca ha uno straordinario talento musicale, grazie al quale “uscirà da quel corpo” per diventare una ragazzina come tante ed essere finalmente riconosciuta in un modo diverso rispetto a quello che era stata, a causa della macchia sul viso. E crescendo, riuscirà a vedere con la giusta distanza quella madre tanto distante, quella famiglia così silenziosa e misteriosa; fino a quando non scoprirà cosa davvero avesse portato sua madre a non essere una madre amorevole, a farla crescere nel rifiuto e nella sensazione di inadeguatezza. 

Non solo, mano a mano che riuscirà a interpretare e svelare il mistero che aleggia dentro alla sua famiglia, qualcosa cambierà anche sul suo volto, in una simbologia volutamente irrealistica.

Indubbiamente un film complesso, che alla già difficile narrazione dei rapporti familiari, affianca una storia di malessere psicologico, una storia di negazione e di follia. Ma Giordana non si fa trovare impreparato e con il suo tratto tipico, inanella quadri della vita di questa famiglia uno dietro l’altro, in una sequenza a volte apparentemente slegata, ma che alla fine svelerà il filo che le tiene insieme, per comporre un quadro disturbante ed emotivamente intenso.

Giordana ha scelto tutte interpreti femminili, a partire da Sonia Bergamasco, tra attrici che sapessero realmente suonare il pianoforte, così da rendere ancora più credibili le loro movenze; inoltre, Marco Bellocchio, oltre a scrivere la sceneggiatura, ha disegnato a mano le pagine del diario di Maria che vediamo nel film, così da poter dare sfogo ad un’altra delle sue passioni.

Ambientato a Vicenza, in particolare presso Villa Valmarana ai Nani, nome che deriva dalle statue che circondano il muro di cinta della proprietà: i palazzi della dimora sono stati affrescati da Giambattista e Giandomenico Tiepolo e lì vi risiede ancora oggi la famiglia Valmarana.                                                                                 

A cura di Ileana

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