Sinossi

Mahin, 70 anni, vive da sola a Teheran da quando suo marito è morto e sua figlia è partita per l’Europa. Un pomeriggio, un tè con gli amici la porta a rompere la sua routine solitaria e a rivitalizzare la sua vita amorosa. Ma mentre Mahin si apre a una nuova storia d’amore, quello che inizia come un incontro inaspettato si evolve rapidamente in una serata imprevedibile e indimenticabile.

PRESENTAZIONE DEL FILM

Questo film è stato presentato a Berlino nel 2024 ma senza la presenza dei due registi: il regime iraniano ha infatti negato loro il passaporto, dando così la migliore testimonianza della situazione della società di cui gli autori hanno voluto parlare in questo film. Ciononostante, il film è uscito clandestinamente anche in Iran e si stima che lo abbia già visto (e apprezzato) almeno la metà degli iraniani.

Nell’opera si racconta la vita in Iran così com’è davvero, ma solo nel chiuso delle case, nei luoghi nascosti, mai in pubblico, mai davanti ai censori di un regime ottuso e oppressivo.

Culla di conoscenze, dalla rivoluzione del 1979 in poi, la società iraniana ha subito vari cambiamenti, quasi mai condivisi dalla popolazione: attualmente l’Iran soffre sotto un regime teologico che impone divieti assurdi e mortifica le proprie donne oltre ogni ragionevolezza, limitando anche i diritti più elementari come ballare in pubblico o andare in bicicletta. La morte di Mahsa Amini, mentre era sotto la custodia della polizia morale ha scosso il mondo e fatto nascere migliaia di movimenti di protesta soprattutto a Teheran: repressi nel sangue, con carcere e condanne a morte.

La protagonista, una giornalista e attivista politica, quindi non un’attrice di professione, è attualmente sotto processo, come il resto della troupe, accusata di propaganda contro il regime, diffusione di corruzione morale e produzione di un film osceno.

Nel film fa tutto quello che alle donne iraniane è vietato; ad uno spettatore europeo non sembra ci sia nulla di strano, sta guardando una commedia sentimentale come tante. Ma la potenza del film invece è tutta in questa normalità che noi crediamo scontata, ormai acquisita e invece per le donne iraniane è fortemente rivoluzionaria. Infatti, i due registi in diverse interviste hanno affermato che uno dei messaggi che volvano mandare con questo film è l’invito ad apprezzare ogni piccolo momento di felicità rubata perché nel mondo e nel modo in cui vivono, non si sa mai se si potrà godere ancora di un’altra opportunità per essere felici.

    A cura di Ileana

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