Sinossi

Una “semplice” riunione di condominio a Madrid in cui si discute della sostituzione dell’ascensore. Tutto fila liscio finché quello che doveva essere un incontro ordinario e pacifico, si trasforma nell’incubo temuto da tutti: viene annunciato l’arrivo di un nuovo inquilino con problemi di salute mentale. Tutto ciò scatenerà una serie di reazioni inaspettate, scontri e ipocrisie, mettendo in luce pregiudizi e paure nei confronti del possibile nuovo arrivato.

PRESENTAZIONE DEL FILM

Questa commedia spagnola si svolge tutta in una stessa stanza, come se fosse il palcoscenico di un teatro e del teatro ha tempi e linguaggi. 

Dialoghi arguti e confronti scoppiettanti fanno da sfondo ad uno scambio di vedute piuttosto accesso su temi di generale interesse della società civile. Quella che sembrava una normalissima tediosa riunione di condominio si trasforma in una disputa sull’accoglienza o meno di un nuovo inquilino. Inquilino che ha l’unica “particolarità” di essere affetto da disturbi mentali. 

Questa tematica è al centro della narrazione, tanto che il film è la versione lunga del cortometraggio Votamos del 2021, diretto dallo stesso regista, che affrontava i pregiudizi nei confronti delle persone affette da disturbi mentali; in alcuni cinema di Milano è stata organizzata la proiezione di questo film il 5 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale della salute mentale, come spunto per la sensibilizzazione verso questo argomento.

Partendo da una piccola notizia, si scatena un microcosmo di rancori sepolti, di sospetti taciuti, di pregiudizi non riconosciuti: tutti si sentono in diritto di giudicare e non sempre in modo pietoso. 

Del resto, il regista sembra dirci, a parole siamo bravi tutti, poi alla prova dei fatti, quando tutto accade “nel nostro giardino”, quando cioè ci si trova ad affrontare in prima persona situazioni per le quali ci si è sempre professati “tolleranti”, emerge un’altra versione di noi stessi, quella più conservativa e spaventata ma non per questo meno sincera. In un’epoca in cui si parla tanto di inclusione e diritti, il regista ci ricorda quanto sia difficile abbattere realmente i muri dei pregiudizi.

Ed inoltre, anche il meccanismo che sta alla base della democrazia sembra messo in discussione dai condomini che non trovano un accordo: davvero il mio voto dovrebbe contare come il tuo?

Con toni semplici e nessun effetto speciale, il film punta ad essere una rappresentazione su scala ridotta delle contraddizioni della società odierna, sospesa tra egoismo e solidarietà, accoglienza e paura del diverso.

A cura di Ileana 

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  • 21.15
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