Sinossi

Dopo la prematura morte del marito, Barbe-Nicole Ponsardin Clicquot sfida le convenzioni assumendo le redini dell’azienda vinicola che i due coniugi avevano da poco avviato insieme. Guidando l’azienda attraverso vertiginosi rovesci politici e finanziari, la protagonista resiste alle critiche, rivoluziona l’industria dello champagne e diventa una delle prime grandi donne d’affari del mondo.

PRESENTAZIONE DEL FILM

La “vedova” per eccellenza, Madame Clicquot era una donna che era sicuramente riuscita (eccome!) e sfondare il famoso soffitto di cristallo. Giovane vedova di un marito probabile suicida, erede di una fiorente azienda nella campagna francese, Barbe Nicole Ponsardin Clicquot seppe rimboccarsi le maniche di fronte alle difficoltà ed è grazie anche al suo indomito carattere se ancora oggi il suo nome è un marchio inconfondibile di qualità. Il tutto in un periodo storico in cui certo le donne non spiccavano per le doti imprenditoriali né d’altra parte avevano occasione per dimostrare di possederne. Siamo in epoca napoleonica e seppure la signora non provenisse da ambienti poveri (il padre fu scelto da Napoleone come sindaco di Reims) era impensabile che una donna si occupasse dell’azienda di famiglia. E invece in barba a tutte le critiche, la signora dello champagne, asciugatasi le lacrime del lutto, si batté per far fiorire la sua azienda, arrivando addirittura a sfidare l’embargo di Napoleone, inviando in Russia 10.000 bottiglie di champagne e aprendosi così al commercio internazionale.

E neppure nella vita privata disdegnò qualche scandalo, addirittura non disdegnando le attenzioni galanti di suo genero, al quale comunque non concesse mai di entrare a far parte dell’attività imprenditoriale. Innegabile il merito di aver aperto la strada alle donne in un mondo che era esclusivamente maschile ma che al giorno d’oggi pullula di enologhe, viticoltrici e appassionate sommeliéres. Così come innovative furono alcune delle tecniche inventate da lei e dal suo cantiniere che si usano ancora oggi e che hanno fatto di questa bevanda un mito: nel 2010 furono scoperte 46 bottiglie di Veuve Clicquot 1839 in un’isola del Mar Baltico. L’assaggio rivelò un vino decisamente ben conservato, tanto che una delle bottiglie fu messa all’asta e acquistata per ben 30.000€. Fu inoltre uno dei primi imprenditori a curare personalmente il packaging dei suoi champagne, scegliendo bottiglie e etichette eleganti. Fu una delle prime a comprendere l’importanza del branding per attirare l’attenzione dei consumatori e per posizionarsi come un marchio di lusso.

Legata al suo nome c’è un’altra curiosità: fu in quest’epoca che prese piede la moda del sabrage: aprire una bottiglia “sciabolando” infatti era una delle tecniche usate dagli ussari, i soldati a cavallo, che erano soliti “visitare” le tenute aristocratiche durante le campagne di guerra; e pare che l’incoraggiamento al consumo di champagne venne direttamente da Napoleone che in un’occasione disse: «Champagne! Nella vittoria è un merito; nella sconfitta una necessità»

A cura di Ileana

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