Il condominio dei cuori infranti

il_condominio_dei_cuori_infranti_gVenerdì 18 e Sabato 19 novembre

ore 21.15

ASPHALTE Regia di Samuel Benchetrit.
Con: Isabelle Huppert, Gustave Kervern, Valeria Bruni Tedeschi, Tassadit Mandi, Jules Benchetrit.

Tutto ha inizio con l’installazione del nuovo ascensore in un condominio di dieci piani che si trova nella più grigia periferia di una città francese. Tra coloro che vi abitano troviamo Charlie, un ragazzo che vive da solo con la madre, che però non vediamo mai; Jeanne, un’attrice un tempo molto famosa, ma ormai fuori dal giro; il vecchio Sternkowitz, poco solidale, l’unico contrario a far mettere l’ascensore; l’anziana signora Hamida, immigrata algerina, la quale si troverà ad ospitare un astronauta della Nasa atterrato per sbaglio sul tetto del palazzo; infine, un’infermiera che fa il turno di notte in ospedale.

PRESENTAZIONE DEL FILM:

In lingua originale, questo film ha un bellissimo titolo: Asphalte. Cosa c’è di più impersonale, di più arido e tristemente evocativo di un pezzo d’asfalto? Eppure, proprio da un grigio condominio, alla fine dell’avventura, si svilupperà un messaggio d’amore e di condivisione che lenirà ogni sofferenza. Il regista, cresciuto in un palazzo come questo, in una periferia popolare come questa, trae il soggetto del suo film dalla sua autobiografia composta da cinque racconti, Cronache dall’asfalto (edito in Italia da Neri Pozza), adattando il primo volume e ottenendo per questo una candidatura ai César. E l’influsso sull’opera della sua vita non finisce qui, perché ha scelto come uno dei protagonisti suo figlio Jules, ragazzo avuto dalla sfortunata Marie Trintignant, che evidentemente sa come interpretare il disagio dell’assenza della figura materna.

Una commedia tenera e surreale che parte dalla desolazione degli abitanti, passa attraverso una solitudine che sembra senza rimedio, e giunge a riconoscere nell’amore e nella solidarietà l’unica cura per uscirne. Diverse le cadute di questi personaggi, diversi gli aiuti che troveranno per rialzarsi, ma tutti accomunati da un senso di vicinanza che non è solo per buona educazione dovuta al fatto di condividere lo stesso pianerottolo, ma è qualcosa che scava più nel profondo; è il sentirsi parte di un’emarginazione comune da cui si cerca un riscatto condiviso.

Il regista di origini ebreo-marocchine, prolifico su molti altri fronti, ha consapevolmente mischiato oggetti e atmosfere di decenni differenti, quasi a testimoniare la promiscuità e le differenze culturali che riscopre ogni volta che torna nei luoghi della sua giovinezza; ma su una cosa non trova mai differenze: per sua stessa ammissione “è la mancanza di amore la causa di numerosi mali che oggi affliggono quei quartieri”. E Benchetrit crea dei personaggi che non nascondono il peso di questa mancanza ma che, altrettanto consapevolmente, cercano di superare l’affanno semplicemente vivendo la quotidianità fatta di piccoli gesti, in un diffuso senso di solidarietà, attraverso la celebrazione della gente comune.

Proiezione speciale a Cannes 2015, fuori concorso.

Battuta dal film: “La solidarietà…le dice qualcosa?”

A cura di Ileana