The Farewell – Una bugia buona

Venerdì 14 e Sabato 15 Febbraio

ore 21.15

Billi Wang è nata a Pechino ma vive a New York da quando aveva sei anni. Il suo contatto sentimentale con la Cina è Nai Nai, la sua vecchia nonna, ancorata alle tradizioni e alla famiglia. Salda e praticamente indistruttibile, a Nai Nai viene diagnosticato un cancro. La famiglia decide di nasconderle la verità e di trascorrere con lei gli ultimi mesi che le restano da vivere. Figli e nipoti, traslocati negli anni in America e in Giappone, rientrano in Cina per riabbracciarla e per ‘improvvisare’ un matrimonio che allontani qualsiasi sospetto. Risoluti e uniti nella bugia, trovano in Billi una resistenza. Inconcludente nella vita e insoddisfatta della vita, Billi vorrebbe liberarsi dell’angoscia e rivelare alla nonna la prognosi infausta. Tra oriente e occidente, troverà una sintesi tra due culture e due condotte etiche.

PRESENTAZIONE DEL FILM

Cosa fareste voi se foste in Billi? E soprattutto, cosa vorreste che facessero gli altri intorno a voi, se foste la nonna? Da tutti salutato come un film che fa bene all’anima, in modo commovente e brillante parla di un argomento difficilissimo da affrontare e del tutto tabù per la cultura cinese: la morte, la malattia terminale e più in generale come le si affronta. Ma parla anche di famiglia, di rapporti, di tenerezza e compassione e delle diversità culturali che ci sono tra Occidente e Oriente. Nello specifico, quello che sarebbe inaccettabile per l’uno (rappresentato dagli Stati Uniti, in questo caso) è invece raccomandato per l’altro: al malato terminale non si dice la verità perché la vita di una persona in Cina appartiene alla famiglia, che decide per il suo bene al punto che ogni intervento viene discusso con i familiari del malato. Non viene contemplato, dai familiari di Nai Nai la possibilità che la nonna abbia qualche sospeso da risolvere, un non detto, qualcosa di dire; e del resto, la salutare accettazione delle cose non è un argomento da spendere in favore della libertà di scegliere per sé stessi solamente. Inoltre, complice una colonna sonora struggente, è un grande film sulla capacità di rispettare tutti, ciascuno con le proprie tradizioni e la propria cultura. Contemporaneamente, è una riflessione sulla maturazione della personalità della protagonista, sospesa tra la sua vecchia vita e la nuova, tra quello che ha imparato e quelle che sono le sue tradizioni, un viaggio alla fine del quale anche lei sarà cambiata, miscelando felicemente i suoi due orizzonti culturali.

La protagonista, Awkwafina, è un’ex giornalista nonché rapper di successo e ha trionfato ai Golden Globe 2020, prima attrice di origini asiatiche a vincere questo prestigioso riconoscimento. La vicenda è autobiografica, vissuta realmente dalla regista e svoltasi davvero in quegli stessi luoghi.

A cura di Ileana