Torno da mia madre

torno_da_mia_madre_gVenerdì 11 e Sabato 12 novembre

ore 21.15

di Eric Lavaine
Con: Alexandra Lamy, Josiane Balasko, Mathilde Seigner

Stéphanie ha 40 anni, è divorziata e ha perso il lavoro. Si trova così costretta a tornare a vivere da sua madre Jacqueline, che la accoglie a braccia aperte nel proprio appartamento. La convivenza non è facile e le strambe abitudini della madre si rivelano il pretesto per nascondere un piccante segreto. Quando tutti i fratelli si riuniscono per cena, ecco che la tavola imbandita si trasforma in un campo di battaglia dove invidie e regolamenti di conti trovano spazio tra i gustosi piatti preparati da Jacqueline. Benvenuti in un universo ad alto rischio: la famiglia!

PRESENTAZIONE DEL FILM:

Il cinema francese inanella successi uno dopo l’altro. Anche questa commedia francese ha avuto una grande accoglienza in patria; merito sicuramente delle interpreti ma soprattutto merito del tema trattato, di stringente attualità: si parla infatti della cosiddetta “generazione boomerang”, cioè di tutte quelle persone, non più giovanissime, che per difficoltà di vario genere, si vedono costrette a tornare a vivere con i genitori da cui erano riuscite a emanciparsi. Situazione purtroppo sempre più diffusa, ma non per questo meno umiliante, perché se è vero che gli anziani sono il welfare di questi anni, la normalità di questo dato non rende meno bruciante il senso di sconfitta di questa generazione.

Inoltre, qui la questione viene affrontata anche sull’altro versante; a farci caso, non si parla mai dei genitori, che avevano conquistato la magari agognata libertà dai figli e per i più fortunati, dal lavoro e si vedono ripiombare in casa le loro creature ormai adulte, con tutti i loro vizi e virtù. Il mix può essere esplosivo, come Levaine ci racconta, prendendo spunto da episodi a cui ha davvero assistito.

Il cinema francese sembra essere più attento del nostro a cogliere la realtà sociale in continuo mutamento, anche se non tralascia i simbolismi cari al cinema mediterraneo. Anche qui, ricorre la tavola imbandita dei giorni di festa come scenario principale in cui si sviluppano metaforicamente i rapporti familiari, fino a una resa dei conti che diventa il pretesto per rivelare all’intera famiglia un segreto ben costudito da anni. In una famiglia rancorosa, il personaggio più giovane alla fine si rivela essere la mamma, capace di far tesoro della sua saggezza e di vivere la vecchiaia con una spensieratezza che i suoi figli hanno perso.

Altro tema interessante accennato da Levaine è l’argomento tabù rappresentato dalla sessualità degli anziani: un aspetto che crea ancora forte imbarazzo, anche a causa del peso delle convenzioni della società, ma che in realtà grazie all’aumentare della percentuale di persone che vivono la maturità in piena salute, è ormai un dato di fatto.

Un plauso all’attrice che interpreta la deliziosa “vecchietta”, Josiane Balasko: campione di incassi in Francia quasi per ogni suo film, è capace a 66 anni di interpretare dai cinque agli otto film all’anno e di impegnarsi su vari fronti come sceneggiatrice, drammaturga e scrittrice.

Battuta dal film: io con questo internet ho chiuso!

A cura di Ileana